Oggi mi è stato chiesto di te. Cosa molto strana, dato che la gente che ho intorno ha smesso di chiedermi di te molto tempo fa, come se di fatto la mia vita non c'entrasse più niente con la tua (cosa vera) e come se fosse scontato, sempre, che io ti abbia dimenticato (cosa lecita). Oggi mi è stato chiesto di te e mi ha sorpresa, come se fosse una domanda che non mi appartenesse più. La mia risposta è stata veloce e improvvisata, come quando si racconta di qualcosa di cui non ci si ricorda molto bene, come quella volta che sono inciampata scendendo le scale, o la volta in cui ho perso le chiavi di casa ed ho dovuto dormire dal vicino (tipo simpatico ma un po’ invadente). Comunque. “Parli di lui con rimorso”, mi è stato detto dopo aver risposto. E se devo essere sincera mi ha sopreso più della domanda. Davvero avevo parlato di te con rimorso? Io? Io che non mi pento nemmeno di un secondo con te? Forse lo avevo fatto, per la prima volta. Ma non credo che il rimorso sia il termine più adatto. Forse ho parlato con un po’ di delusione, quella di una persona che ha amato invano, che non è stata amata nemmeno una briciola di quanto abbia fatto invece lei. Ho parlato con disillusione per un uomo che forse non è mai esistito, che non si è mai voluto veramente prendere cura di me. Che forse non mi ha mai neanche voluto bene. Perchè poi - parliamoci chiaro - in quasi un anno da quando ci siamo lasciati, non mi hai mai chiesto neanche un “come stai”. Quindi forse si, non riesco a parlare più di te con quella luce negli occhi di sempre, non riesco più a parlare di te con amore. Se guardi bene non riesco neanche più a scrivere di te con amore. E devo dire che in un certo senso mi dispiace e mi dispiacerá per sempre essere stata costretta - da te - a riformulare, rivalutare, la persona che credevo tu fossi. A rivalutare il nostro amore. Mi dispiace perchè sarei stata molto più felice ad amarti per sempre.
«Ma sai, mi sono trovata tante sere a cercare cosa fosse che mi mancava, e poi una delle tante l’ho capito: mi mancava un complice. Non ho mai desiderato amori passionali, quelli che vengono raccontati ai nipoti quando ormai non ci si è più, desideravo qualcuno che mi stesse accanto. Qualcuno che mi scegliesse ogni giorno senza sentirsi obbligato da niente e nessuno, qualcuno con cui fare l’amore senza avere paura di essere spogliata, mi capisci? Ho avuto uomini che mi hanno amata più di quanto io stessa (che amo l’amore) sarei riuscita a fare. Uomini che ho visto piangere senza volersi nascondere, senza vergognarsene. Uomini che dopo anni incontro per strada e che mi vengono incontro, come se non fosse cambiato nulla, come se, al vedermi, perdonassero tutto il male che (involontariamente) gli ho fatto. Questo per dire che non ho mai sentito la mancanza di qualcuno che volesse amarmi, ma al contrario di qualcuno che riuscisse a farsi amare da me. Sono un tipo strano, io. Non mi accontento di nulla, e forse questa è la mia condanna. Forse perché in fondo detesto chi si accontenta di qualcuno solo per non restare solo, o chi rifiuta l’amore per paura di soffrire poi.
Sentivo in me il bisogno di qualcuno che non perdonasse ogni mio sbaglio, qualcuno che, invece, me lo rinfacciasse ogni giorno. Qualcuno con cui litigare alle tre del mattino e che mi dicesse che sono una stronza, cattiva, e perché no, anche un po’ egoista. Qualcuno con cui litigare alle tre del mattino sapendo che la mattina dopo si farà la pace. Questo volevo. E questo non ho mai avuto.»
Promemoria
Non lasciare andare le cose che ami a meno che non ti facciano piangere la notte.
Oggi ho parlato con un giovane uomo che mi ha detto, con molta sicurezza, “le persone tornano sempre dove sono state amate”. Io gli ho risposto che non ne sono proprio sicura. Sei sempre tornato, è vero, ed io sono sempre tornata da te, ci siamo quasi sempre incontrati a metà strada mentre correvamo l'uno verso l'altra. Però questa volta mi sembra diverso, mi sembra che ogni volta che provo ad avvicinarmi a te (con il cuore, s'intende) tu invece ti allontani un po’ di più. Sarà che forse questa volta ti ho fatto promettere di non tornare mai più, sarà che siamo grandi ormai, e i grandi quando si vogliono lo dicono ad alta voce. E noi non ci diciamo niente e quindi sembra che non ci vogliamo più.
Non so. So solo che questa volta è diverso. E un po’ mi mancano i giorni in cui eravamo ragazzi in cui vivevamo un po’ più con il cuore senza pensare alle conseguenze. Perchè in un modo o nell'altro, quando seguivamo il cuore, ci ritrovavamo sempre insieme.
Hai da dire, dicono sempre
E poi non ti lasciano parlare












